AnChi:
(Lic. Poetica e deroga all’ordine alfabetico).
Autrice del dizionario. Sobriamente strappamutande e solo per intenditori. Chi, io?! No, An.
Storicamente, la fusis dell’AnChi si estrinseca nella magia di un incontro stupefacente e di un legame fatto di molto più che semplici parole: di significati.
Da qui, l’invenzione del dizionario.
Acca:
(Sost.)
Individuo amebico dai seri problemi di relazione.
Adultera e fedifraga:
(Adj.)
Derivazione del concetto sottoesposto di moglie. Conseguenza dell’insostenibile leggerezza dell’essere (femminile) e della negazione dell’evidenza (maschile).
Amante:
(Ossimoro)
Coniugazione al participio presente di un verbo di raro utilizzo e difficile comprensione, nella sua forma sostantivata si applica quasi esclusivamente al genere umano femminile come contrario ed opposto del sottoesposto concetto di “moglie”, ma si configura, invece, come la metafora, in una sola parola, della figura retorica dell’ossimoro. Amante (come soggetto attivo) è infatti colei che ama, nella pienezza travolgente del “qui e ora”, in senso fisico ed emotivo, e per questo risplende sorridente alla luce del sole, senza alcuna intrinseca accezione sordida. Purtuttavia, come soggetto passivo, il sostantivo definisce un oggetto primario di desiderio ed espressione fisica di ogni forma e genere di pensiero molesto, raramente utilizzato nella conversazione, trattandosi di una funzione generatrice di banalità operative in cui dipanarsi. Sussurrato con circospezione e una sottile vena di rimorso, esprime il medesimo stupore destato dall’uso di “moglie” nei confronti di una presenza intermittente e pingabile al bisogno, che assolve a funzioni esistenziali primarie quali quelle di colmare il vuoto, conferire attenzione e attivare l’utilizzo di corpi cavernosi normalmente abbandonati a se stessi.
Banalità operativa:
(Sost. Composto)
Annosa faccenda da affrontare con coraggio e pragmatismo, dotata dell’intrinseca capacità ambivalente di risolversi da sé o di complicarsi entropicamente in un frattale.
Bomba bomba:
(Metafora)
Rituale tribale svolto da alcune tribù di Zanzibar. Consiste in una particolarissima danza fatta dai maschi della tribù, laddove siano impossibilitati per necessità sociali a fare attività sportiva assieme. Normalmente svolta dietro costrizione, è un’attività che può avere gravi effetti collaterali se la definizione viene pronunciata a sproposito; ulteriori effetti collaterali sono gli eventuali strascichi post prestazione: voto dell’attività ginnica, particolarità di dettagli (es trittico).
Canotto:
(Sost.)
Opera d’arte in vetro soffiato nella cui realizzazione l’artista si ispira ad alcuni raffinatissimi nomi di donna, attribuendo una rotondità atta a molteplici scopi. Sinomini dialettali: soffocone, boccaciccio, chinotto, chupa chups, gelato.
Contrario: ghiacciolo.
Champagne:
(Sost.)
Siero stupefacente di forma liquida ed essenza spumeggiante; pallido ed elegante, nel suo flute, quasi angelico se osservato con distrazione, sgorga bollente ed incontenibile se stappato al momento giusto (col perlage che dura un secondo) e sobbolle con vigore fino a fuoriuscire in una cascata di vivacissime bollicine … quando ce n’è troppa l’energia va lasciata uscire, pena la deflessione del perlage e l’acidità improvvisa.
Che bel quadretto (cbq):
(Inciso)
Scena di vita campestre, normalmente corredata da stoviglie da pic nic e addobbi natalizi, in cui stormi di improbabili piccioni tubano su sfondo arancio.
Domanda del secolo:
(Interrogativo retorico)
Lo scroto è un sacco che contiene una coppia di elementi non ben definiti: palle, testicoli o coglioni?
Mmm… Interessante.
Lo scopo fisiologico dello scroto è tenere questa diade di oggetti ben lontani dal corpo, in senso continentale, al preciso fine di conservare adeguatamente bassa la loro temperatura.
La domanda sorge nel momento in cui ci si interroga sullo scopo, fisiologico o meno, del contenuto del sacco stesso.
Anatomicamente, il testicolo ha la sua virilità, nonché la sua vis, vale a dire la ragione (ultima o prima?) della vita: la conservazione della specie.
Concettualmente, anche la palla ha la sua identità, pur non altrettanto dignitosa, intendendosi con essa un oggetto con cui si può giocare, oppure una menzogna.
Il coglione, invece, è tutt’altra cosa, che contempla semanticamente una ambivalenza.
*È un coglione* un essere vivente senza spina dorsale, gergalmente definibile *ameba like*.
*Ha i coglioni*, invece, colui che, nella vita, sa prendere il toro per le corna (e qui le battute si sprecano).
Rimane ineluttabile il fatto che avere uno scroto non significa certamente né avere le palle, né avere i coglioni, bensì, tristemente, solo, disporre di due testicoli (forse).
Inutile precisare che l’affermazione del secolo, per contrappasso, è che l’uomo vero dispone di testicoli, ha i coglioni e non dice palle.
Elastico:
(Sost. e locuz. avverbiale)
Stile di relazione con secondo fine, solitamente utilizzato dagli individui di genere femminile per raggiungere un bieco scopo.
Contrari: Al trancio, Come il pane.
Empotività:
(Sost.)
Caratteristica della personalità che può influire sensibilmente sulla capacità di agire con efficacia. Stato di forte emotività che può inficiare il proprio “potere personale”, carisma, Chi. Si combatte pensando di assumere una fialetta di Felix Felicis (H.P.) o con dei superamici in senso latino che empaticamente comprendono e aiutano il superamento del blocco della capacità di agire.
Federico?!
(Interrogazione retorica)
Una domanda, una richiesta, un invito.
A tratti, ineffabilmente, una proposta priva di concretezza: usciamo?
La risposta alla domanda è un concetto sofisticato, matematicamente indeterminato: un modo di essere o forse di non essere, un’esplosione del vuoto pneumatico della relazionalità.
Dal punto di vista culinario, tanto apprezzato dal soggetto oggetto della domanda, rispecchia esattamente la metafora: tanto fumo e tanto arrosto. Chi si dissocia? Chi non sa.
Dal punto di vista fenotipico dell’individuo cui l’interrogazione retorica si riferisce, il soggetto si distingue per: pettorale rassicurante, occhiale nero, espressione travolgente e umorismo sottile, e usa presentarsi a casa altrui con regali ad hoc e, solo se confidente, la scatola dello stregone e uno stregatto dal sorriso scolorito.
Configurantesi come una singolarità dell’essere, il soggetto, genotipicamente maschio, presenta due peculiarità altamente femminili: la capacità di essere il re della fuffa e un eccessivo numero di domande esistenziali, con risposte confuciane peraltro inapplicabili e antitetiche al tempo di latenza degli sms.
KKK (con protocollo SSL):
(Acronimo)
L’acronimo riassume in tratti salienti una creatura onirica, ontologicamente e fenomenologicamente stupenda, della cui esistenza siamo curiose ma incerte.
Antico e puro come la sua radice etimologica, il κοῦρος καλὸς καὶ ἀγαθός è un essere umano di sesso maschile caratterizzato esteticamente (ed estaticamente) dalla “moltezza”: riconducibile all’Apollo del Belvedere egli è peculiarmente tanto, intenso, pieno di ardore, dotato di uno stupefacente sorriso arcaico e di busto a forma di trapezio.
La sua bellezza in senso greco si estrinseca, senza soluzione di continuità, dallo sguardo magnetico all’eloquio sagace: egli ha infatti ha uno spirito brillante e curioso, spiccate doti e attitudini sportive e la rara qualità dell’esser perentorio, quando giova (alias, non è uno zerbino).
Il protocollo SSL, di più, conferisce all’aitante soggetto un’ulteriore caratteristica di indiscutibile appetibilità: la garanzia della sicurezza.
Trattandosi di individuo Sapiens Sapiens (SS), è capace di intrattenere conversazioni articolate e complesse senza smarrire il sorriso o l’intensità dello sguardo, non inganna, non mistifica, non fraintende (in sintesi, capisce).
La L di libero certifica e rende singolare l’affidabilità del prodotto, conferendo al Sapiens Sapiens lo stato sociale di single (si veda la definizione). Tipicamente, infatti, il sapiens sapiens è: sposato, fidanzato, convivente, gay, o in ogni modo già accaparrato.
Per questo, l’esistenza del KKK con protocollo SSL è un evento con probabilità quasi zero.
Koalizzare:
(Sost.)
Voce del verbo abbracciare in senso australiano.
Azione profusa nel senso del moto, e ben mirata nel senso del focus attentivo, tesa ad un aggrovigliamento coccoloso che trasporta tra bacio, emozione, sonno e sogno. Espressione duratura, non certo evanescente, del contatto profondo… tanto che viene voglia, onestamente, di esperirla ancora.
Meraviglia:
(Sost. aggettivabile)
Strano stupore evanescente, di fronte alle piccole cose, sconosciute ai più, che solo gli occhi dei superamici sanno sentire.
Mezz’impegno:
(Sost.)
Scusa generalmente utilizzata per svicolare una serata. Significativamente parlando, la radice “mezz” esprime l’incertezza bilaterale del soggetto e della controparte, di dubbia moralità e losca presenza, nell’intenzionalità dell’impegno stesso. Dal punto di vista allusivo, evoca la danza del Bomba bomba o l’elastico.
Minaccia credibile:
(Sost.)
Strumento di politica economica atto a difendere la posizione del monopolista: intimidazione con la guerra di prezzo. Altrimenti detto, nella teoria dei giochi di relazione, la minaccia credibile è quella messa faticosamente in atto dalle donne nel tentativo di condizionare le mosse dell’uomo con lo sciopero nel trittico. Contrapposta e maggiormente efficace, con l’accordo delle parti, è la mossa dell’impegno vincolante, che nel condizionare il comportamento di tutti e due, porta al conseguimento di un equilibrato ed efficiente duopolio.
Moglie:
(Sost.)
Strano oggetto talora del desiderio e talora del nascondimento heiddegeriano. Normalmente utilizzato in forma interrogativa dubitativa, il sostantivo esprime lo stupore nei confronti di una presenza, spesso ingombrante, di cui si cerca invano di negare l’esistenza e l’insostenibile leggerezza.
Neanderthal (Uomo o donna di)
(Sost.)
Soggetto rassicurante dal punto di vista fisico, protettivo in senso dimensionale e non volitivo, è capace di instillare nel suo interlocutore confidenza, buonumore e benessere ebbro.
Completamente privo di capacità di astrazione dei concetti e di conversazione evoluta, a tratti, quando si sforza, sembra capace di superare i suoi limiti emotivi e cognitivi e di superarsi in direzione del proprio successore darwiniano: il Sapiens.
Purtuttavia, è inevitabile la reiterata ricaduta del Neanderthalensis nel suo unico e basico istinto primordiale: soddisfare uno dei più infimi bisogni della scala di Manslow, che nei maschi tipicamente si esprime con il prosciugamento dei corpi cavernosi.
In sintesi: il Neanderthal per un po’ ce la fa. Ma nel lungo periodo…
Orchite:
(Sost.)
Grave malattia che colpisce soggetti di spirito in condizioni di prostrazione o noia mortale. Normalmente si manifesta con un gonfiore improvviso ed abnorme delle papille gustative e delle gengive, insufflando le guance. Perdura per tutta l’estensione temporale dell’evento scatenante e può avere serie conseguenze successive, soprattutto se non curata immediatamente con una sana dose di ironia o una brillante freddura.
Orgasmo palatino:
(Sost.)
In principio fu la tartare di salmone, poi tutto trasmutò… in un momento topico del pranzo, tipicamente profumato di chardonnay, in cui il palato confuse la sua natura con altre profondità nell’assaporare essenze e consistenze orientali e sperimentò la vera fusis dell’insostenibile leggerezza di non essere più moglie.
Lo spunto proviene dall’estasi del gusto della cruditè ma spazia in mille altre dimensioni e sorrisi equivoci, che sfociano in un inevitabile dessert con fragole qui e limoni lì, e una vaga spruzzata di vodka con riflesso afrodisiaco per il commensale tipicamente estraneo all’alcool.
Orgologio:
(Sost.)
Orologio ricevuto in dono, da portare con molto orgoglio. L’orgologio ha intrinseca la caratteristica di essere apprezzato, da chi lo indossa e non, ogni volta che viene utilizzato per leggere l’ora.
Perlappunto:
(Sost.)
Appunto di colore perlaceo, che si fa notare la sua brillantezza e sagacità.
Persicacee:
(Sost.)
Famiglia di dicotiledoni molto rare alle nostre latitudini, caratterizzate da fiori poco appariscenti ma così luminosi da restare abbagliati (come con la visione della madonna). Usate come terapia omeopatica per le spiccate proprietà curative di memoria e intelletto, se le avvicini ti trasferiscono, per semplice osmosi aerea, l’elevato contenuto di fosforo di cui sono fortemente arricchite. Vivono spesso in riva a fiumi e il loro nutrimento principale è dato dalla decomposizione naturale dei pesci. Nelle cultivar che ne derivano, questa caratteristica naturale viene sostituita dal concime a base di lisca di pesce (persico).
Le persicacee possono a tutti gli effetti essere definite vegetativamente intelligenti. Le specie più comuni alle nostre latitudini sono: Storditum europeans (AnChi), Minchionas virgaurea (AnChi).
Pigrechizzata:
(Adj.)
Utilizzato solitamente al femminile, l’aggettivo, dalle forti analogie cinematografiche, deriva da un simbolo esoterico notevolmente evocativo il cui senso è stato reinterpretato in chiave geometrica. A seconda dell’intonazione della voce, può significare una angolatura vagamente equivoca ed allusiva (Liv Tyler che fa benzina nel video di Crazy) o la rassegnazione del condannato nella barzelletta del Bomba Bomba (Sean Penn in Dead Men Walking).
Comunemente tradotto (in gergo) in: a novanta.
Pulce:
(Sost.)
Raro esemplare di stallone con proverbiali doti taumaturgiche, lenisce gli stati di chiusura al solo palpitar di ciglia e cura la disgrafia tramite l’imposizione delle mani (speravamo).
Regina dei Topi:
(Sost.)
Misterioso essere, probabilmente ma non necessariamente umano, di genere approssimativamente femminile (non è accertato), caratterizzata da fisicità e tratti somatici particolarmente ostici alla vista (nonché al tatto); tendenzialmente antipatica e probabilmente disadattata, in cerca di smidollati su cui arroccarsi per costruire il nido.
Peculiarità assoluta della regina dei topi è la coincidenza tra il fenotipo ed il genotipo: la regina dei topi, infatti, è topo esteriore almeno tanto quanto topo interiore.
SaggiAnna:
(Sost.)
Misteriosa streghetta evanescente (come il sorriso dello stregatto). Compare inaspettatamente durante una conversazione, tra un delirio onirico, uno lacrimoso e uno isterico, esattamente nel momento in cui gli interlocutori stanno per perdere il senno. Sfodera una formula interpretativa della realtà, sagace, puntuale e penetoria e scompare dietro un velo di fumo blu lasciando una scia di Samsara nell’aria.
Sfanculare:
(Verbo)
Qualità propria di quella parte di genere umano che ancora utilizza gli attributi (pur non sempre disponendone) che consente, in ottica di prossemica, l’espulsione di altro essere umano dal proprio spazio vitale.
Lo sfanculo, in relazione di causa-effetto, implica una brusca e tronfia interruzione di quei tipi di relazione che si configurano come inutili e dannosi per il cosmo.
Sinonimo: Seisazeia. Liberazione dal giogo.
Sfarfallare:
(Verbo)
Svolazzare a destra e a manca, ridacchiando in tono indecifrabile ai più, in uno stato di rincitrullimento totale in cui le sensazioni sub-ombelicali prendono il sopravvento su qualunque forma di ragionevolezza, inducendo a narrare episodi poco credibili con fare disinvolto e imbambolato.
I sintomi più eclatanti dello sfarfallio si individuano nel sospiro assorto che trasluce palpitazione e incontrollabile stupidaggine.
Single:
(Adj. sostantivabile)
Condizione variabile, normalmente scelta, per la quale l’atomo stabilisce legami covalenti apolari multipli nel (forse) tentativo di costruire una molecola.
Sinonimo: ione.
Single single:
(Adj. sostantivabile)
Condizione incurabile, decisamente imposta, di posizione esistenziale eremitica.
Sinonimo: mitile.
Sto male:
(Inciso)
Contraddizione in termini, contagiosa come uno sbadiglio, che si manifesta nell’esclamare con fare ridanciano e compressione del diaframma una condizione di malessere esistenziale. Segue, normalmente, l’enunciazione di una solenne minchiata o di un evento con probabilità zero, come la carica erotica di un topo, sms con destinatari sbagliati, o Chi che dice “sarei un po’ in difficoltà contro Alicia Keys”.
Superamico:
(Sost.)
Amico in senso latino. Super: prefisso che modifica profondamente il significato della parola. Super nel senso di amico “oltre” e “sopra” la normale concezione, non semplicemente grande amico.
Trittico:
(Sost.)
Percorso esperienziale olfattivo-gustativo che prevede una sequenza sapientemente ritmata di assaggio e depurazione. La scansione temporale del percorso dipende dalle capacità di assimilazione dei partecipanti, dall’intensità dei sapori in tavola e dall’efficacia olfattiva della fase purificatrice.
Tipicamente, una buona rappresentazione del trittico è: Gelato, Listerine, Gelato.
Vomitino:
(Sost.)
Sensazione tipica del giorno dopo, qualunque sia la notte trascorsa, solitamente abbinata a serata alcolica di dubbio gusto, in compagnia di individuo improbabile, auspicato ma inidoneo.
Macroscopico errore esistenziale, impregnato di amaro retrogusto e privo di appagamento tattile, che si sostanzia in un disgustoso rigurgito dei fatti.
Da affrontarsi, per smaltirlo almeno un po’, alla stregua di una banalità operativa.