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Considerazioni personalissime

Le leggi del desiderio, riflettute

Ho visto un film oggi pomeriggio. Ci ho pensato cinque minuti prima di farlo: ci son quei film che volevo andare al cinema e non ho visto che mi fanno sempre impressione.

E perché non l’hai visto? Perché non avevo nessuno con cui andarci.
E’ uscito due giorni dopo Lorenzo 2015 CC. Non un momento a caso. Non un regalo che sia arrivato: del resto, bambina, vivi da sola e da sola l’hai deciso.
Ho visto il trailer il 5 gennaio 2015, quando ho trascinato lo Skywalker a vedere la storia della macchina di Turing ed ho proclamato: voglio vedere questo film.
Non che abbia cercato qualcuno con cui andare a vederlo: solo Sara condivide con me certo cinema italiano, e troppe poche volte siamo riuscite a farlo.
Non che ci fosse qualcuno con cui andare a vederlo, non che io sia una che va al cinema da sola.
Oggi pomeriggio mi son detta: ti guardi ‘Le leggi del desiderio’ di Muccino da sola?
Ma sì, che sarà mai?

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delle Unioni Civili

Quindi non mi devo indignare. Mi tocca trovare un sinonimo.

Solo che io non sono irritata, crucciata, risentita, stizzita. Io sono delusa, triste ed anche un po’ schifata. Marco Paolini è uno dei modelli cui mi ispiro, ma io adesso sono indignata e continuerò ad esserlo, che vuol dire che se ha ragione lui io non sono Italiana.

Cazzo, io sono cristiana e voto PD. Cammino a testa alta parlando di solidarietà e di tolleranza, sostengo l’accettazione della diversità e la tutela dei deboli, dei piccoli, dei fragili. Cazzo, io leggo Enzo Bianchi e son d’accordo con lui, con Barbara Spinelli, con Muhammad Yunus, con Gandhi.

Cazzo, io mi vergogno di essere Italiana, oggi. Non mi vergogno di essere cristiana e non mi vergogno di essere di centro sinistra, mi vergogno di chi mi rappresenta (che io votato), mi vergogno della immagine che la nazione cui appartengo mostri questo vile, debole e trasformista ruolo di sé al pianeta.

E non sto parlando di ius soli, non di fecondazione eterologa, non di pena di morte. Non sto parlando di quelle grosse cose serie che regolano la società civile, sto ‘solo’ parlando di famiglia. La cellula primaria del tessuto sociale.

Cazzo, non siamo neanche capaci di riconoscere la famiglia.

Sono schifata, attonita, sono turbata, delusa ed arrabbiata per il testo approvato in Senato della legge sulle Unioni Civili.

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Il tavolo dei Cooperatori

Non mi ricordavo più la sensazione di sedere ad un tavolo di cooperatori, di quelli veri.

Sinceramente, non me lo ricordavo più e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla sensazione della riscoperta di una cosa che per tanto tempo ha avuto così tanto senso e sembrava averlo perso completamente.

Una mail, due telefonate, ed eccomi lì, in un birrificio a Parabiago con una lista in cui scegliere tra almeno duecento birre, seduta ad un tavolo dove quello che c’è sul tavolo conta quasi zero. Tre ore di conversazione viva e fitta in cui la cena è solo il contorno necessario per non morire di fame e non l’oggetto della serata.

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A proposito de “Le prime luci del mattino”

*** da ascoltare nell’incenso della casa di Alice***

Le prime luci del mattino le vedo ogni giorno, da quando sono diventata ancora più insonne del solito e mi sveglio troppo presto. E allora penso. Delle volte leggo, ma ultimamente faccio fatica a trovare libri che abbiano voglia di farsi leggere.

Giovedì sera Sara mi ha regalato l’ultimo libro di Fabio Volo. L’ha letto, prima di regalarmelo, per essere sicura che finisse bene, stavolta. Dice che parla di me. E se uno legge le prime dieci pagine, senza alcun dubbio, è vero.

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